Il Lorese

Loro Piceno MC

Ci sono vini che nascono da un'annata. Il Vino Cotto nasce da una tradizione.

Nelle Marche ci sono tradizioni che rischiano di scomparire. Il Vino Cotto è una di queste. A Loro Piceno, nel cuore delle colline maceratesi, questa antica usanza continua ancora oggi grazie a chi ha scelto di conservarla senza scorciatoie. Al Lorese il mosto viene cotto lentamente in grandi caldaie di rame alimentate a legna, proprio come si faceva un tempo, e lasciato maturare per anni nelle botti, seguendo un sapere tramandato di generazione in generazione.

Cristian Ercoli e Simone Forti non hanno semplicemente recuperato una ricetta del passato: hanno deciso di farne il cuore della loro azienda. In un mondo che corre, continuano a credere che il tempo sia l'ingrediente più importante. È anche per questo che ho voluto raccontare Il Lorese nella mia Cantina: perché prima ancora del vino, qui si custodisce una storia che appartiene alle Marche.

Il Vino Cotto di Loro Piceno non è una DOC da difendere, ma una tradizione da custodire.

Vino Cotto Stravecchio

Vino Cotto Dolce Invecchiato
Loro Piceno MC, Marche.

Uvaggio: Trebbiano, Sangiovese e Montepulciano

Perché è qui

Alcune bottiglie raccontano un territorio. Questa racconta una tradizione. Il Vino Cotto Stravecchio non nasce per seguire una moda, ma per conservare un gesto antico che nelle campagne marchigiane si tramanda da secoli. L'ho scelto perché, prima ancora di essere un vino, è un pezzo di cultura contadina che merita di continuare a vivere.

Quando lo berrei

Non lo aprirei tutte le settimane. Sarebbe un peccato. Lo sceglierei quando a tavola c'è qualcuno a cui voglio far conoscere qualcosa di speciale. Prima ancora del vino, gli racconterei la sua storia. Poi verserei il primo bicchiere.

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Vino Cotto Dolce Invecchiato

Vino Cotto Dolce Stravecchio
Loro Piceno MC, Marche.

Uvaggio: Trebbiano, Sangiovese e Montepulciano

Perché è qui

Confesso una cosa: fino a qualche anno fa il Vino Cotto lo conoscevo solo di nome. Poi ho avuto la fortuna di assaggiarlo nel posto giusto e ho capito che non stavo bevendo semplicemente un vino. Stavo entrando in una tradizione che nelle Marche esiste da molto tempo. È per questo che oggi è nella mia Cantina.

Quando lo berrei

Lo servirei a fine cena, con della pasticceria secca, una crostata con frutti di bosco fatta in casa o qualche scaglia di Parmigiano o pecorino ben stagionato. E se rimane un po' di vino nel bicchiere, non abbiate fretta di finirlo: concedetegli qualche minuto. Cambia, si apre e continua a raccontarsi.

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