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Una vita dolce come il Miele

Amantes, ut apes, vitam melitam exigunt. Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele.

Questo verso lasciato inciso in un quadretto con anatre nel peristilio della Casa degli Amanti a Pompei introduce al pensiero che questo alimento era già in uso quotidiano duemila anni fa. E molto, ma molto prima.

A Valencia è stata scoperta, a inizio Novecento, una pittura rupestre risalente al neolitico che raffigura un uomo arrampicato su una liana, forse, con una sacca e api che gli ronzano vicino mentre raccoglie favi da una fessura nella roccia. Da quando l'uomo ha imparato nei millenni, a costruirsi capanne abbandonando le grotte, realizzava anche piccole nicchie per le api. Capiamo certo l'importanza di questo nettare per l'uomo fin dalla notte dei tempi.

Alimento che lega l'uomo alla natura da sempre, il miele è un alimento vivo. In effetti è stato per millenni l'unico dolcificante a nostra disposizione, infatti, abbiamo testimonianze di sue lavorazioni già nel VI millennio a.C. Pare che la parola miele derivi dall'Ittita melit. I Sumeri lo utilizzavano come creme impastate con argille e olio di cedro, i Babilonesi lo usavano in cucina per addolcire focacce insieme a datteri.

Gli antichi Egizi producevano miele soprattutto nella zona del delta del Nilo e seguivano le fioriture con le arnie, lo utilizzavano come alimento ma anche come medicamento, in tantissime preparazioni.

Nella Grecia antica era considerato il cibo degli dei, lo usavano

abbondantemente sia come ingrediente nella preparazione di dolci nei riti religiosi e nei sacrifici in onore degli stessi. Pitagora lo consigliava con il pane per assicurarsi una vita lunga e sana.

I Romani lo utilizzavano cotto e crudo, nella preparazioni di dolci e come dolcificante in generale. Spesso le loro bevande, vino e birra, erano allungate con acqua, dolcificate con miele e altre spezie. Sotto Augusto l'apicoltura raggiunse il massimo splendore.

Durante il medioevo nelle abbazie e nei conventi le tecniche furono raffinate, il miele era sfruttato anche come conservante, nel rinascimento era un alimento che nelle sfarzose tavole dei potenti dava un tocco di prestigio.

Con l'avvento dello zucchero raffinato, in ogni sua forma, il miele è stato abbandonato per molto tempo ma da qualche anno è stato riscoperto e riscoperte anche le sua naturali e antiche virtù. Sono tanti, in effetti, i benefici sulla salute dell'uomo, anti-stress, aiuto per l'intestino, stimolante per la memoria, rimedio contro tosse e mal di gola, in cosmetica si utilizza per preparati diversi utili alla pulizia della pelle.

Possiamo dire che questo spettacolare prodotto ha due nature, quella vegetale, data dal nettare dei fiori o da lacrimazioni di alcune parti delle piante e quella animale, data dalla lavorazione dell'ape, meraviglioso essere vivente.

Come abbiamo visto, le api accompagnano l'uomo da millenni lungo il suo percorso evolutivo regalandogli un prodotto dalle mille caratteristiche, ricco di nutrienti sia alimentari che curativi. Ma questo piccolo animale ronzante che, ammettiamolo, incute anche un po' di paura quando ci si avvicina troppo o entra in casa, è un prodigio della natura, come del resto tantissimi insetti, aracnidi, coleotteri. Piccole macchine perfette a volte resistenti a ogni evento climatico o condizionato dall'uomo, a volte, purtroppo, veramente sensibili come le api.

Quella delle api domestiche, è la società animale più studiata, seguita e probabilmente ammirata. Di stampo matriarcale, monoginica, pluriannuale. Comanda l'ape regina, che è l'unica femmina feconda e il ciclo si ripete per 4-5 anni.

La società delle api è suddivisa in 3 caste, in un alveare, infatti, vive la regina, dalle 40 alla 100 mila api operaie, tutte femmine sterili che hanno il compito di mantenere e difendere la colonia e dai 500 ai 2000 fuchi, maschi che hanno il solo compito di fecondare la regina. In questa società estremamente complessa le api operaie hanno una vita di circa 30 giorni. In poche settimane di vita impollinano, raccolgono i pollini e il nettare dai fiori. Forse sembrerà poco ma avete mai pensato che questo meraviglioso insetto lavora tutta la vita per il bene della sua colonia e... per il nostro? Si, per il bene dell'intera umanità in quanto se venissero a mancare la api tutto il ciclo di riproduzione delle piante verrebbe compromesso e senza piante mancherebbero le fondamenta per l'alimentazione di ogni essere vivente. Si pensa che senza api la vita dell'uomo sulla Terra durerebbe dai 3 ai 4 anni.

Dovremmo imparare e difenderle, non a cacciarle. In Cina ci sono impollinatori umani che con un bastoncino con del cotone all'estremità, impollinano a mano, con estrema delicatezza, i fiori dei peschi e tantissime altre specie di piante da frutto. Ciò accade perché l'estrema urbanizzazione con conseguente aumento dell'inquinamento ha determinato la scomparsa di milioni e milioni di api.

In Europa la situazione non è ancora così critica ma il punto di non ritorno non è all'orizzonte, ma sotto casa.

Siccome amo difendere, conoscere e sostenere i piccoli produttori, quando mi reco ad acquistare miele preferisco sempre una piccola azienda, magari delle mie zone e se dovessi spostarmi per un escursione, una visita in altra provincia o regione compro miele di quelle zone scoprendo varietà che non conoscevo. Questa curiosità mi ha spinto ad assaggiare e apprezzare miele di rododendro, di sulla, di arancio, di castagno e anche di caffè. In Sud America alcuni produttori di caffè stanno utilizzando massivamente le api come supporto per l'impollinazione delle piante e le arnie a ridosso delle piantagioni producono questo miele molto delicato e particolare. Preferite il millefiori estivo o quello primaverile? Amate il miele più profumato come l'arancio o quello più tendente all'amarognolo come il castagno? Come trovate il balsamico nella melata di bosco alpino?

Quante varietà, quanti aromi, profumi, sapori. Sperimentatelo con formaggi di diverse stagionature, con ricotte vaccine, miste o caprine, su pane di varia natura. In cucina esistono svariate ricette da preparare con l'utilizzo di miele, non aspettatevi però di avvertirne la dolcezza, spesso se ne esaltano gli aromi.

Una piacevole sorpresa fu la scoperta del miele millefiori estivo, meno intenso del primaverile a cui fu aggiunta una pasta di nocciole piemontesi tostate. Il risultato, spalmato su una fetta di pane ve lo lascio solo immaginare. Ne ordinai svariate confezioni da regalare e stupire gli increduli.

Provate il miele millefiori delle saline di Cervia RA, ne apprezzerete la delicata sapidità.

Fatevi conquistare da questo meraviglioso alimento, vivo, speciale, spettacolare. Non affidatevi al primo vasetto di miele sugli scaffali di un supermercato ma scoprite i produttori vicini a voi e informatevi, ne varrà la pena. Garantisco.

Valorizziamo uno dei pochi alimenti la cui produzione non ha impatti ambientali, dona benefici e sostiene il nostro ecosistema.

Quindi eucalipto o castagno?




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