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Qualche passo nella storia

Aggiornamento: 14 ott 2020

Ma quand'era la notte dei tempi? Ci siamo incontrati là in qualche enoteca e ci siamo bevuti un vinello? Ora non ricordo ma la notte dei tempi dovrebbe essere stata molto tempo fa. E quel calice che abbiamo bevuto? Lo ricordi? Allora facciamo qualche passo nella storia. Pochi mi raccomando, altrimenti tra scrivere e leggere finiremmo tra qualche mese.

Si racconta che della vite siano state trovate tracce fossili di un periodo databile a circa 200 milioni di anni. Siccome in quel periodo giravano sulla terra rettili enormi che non bevevano vino, l'hanno lasciata lì, com'era, senza pensare a coltivarla o allevarla, come sarebbe corretto dire. Ma quando abbiamo versato il vino in un recipiente per poterlo bere? Per poter avere prove di una vinificazione dobbiamo andare nel neolitico, quando l'uomo smette di essere raccoglitore e nomade ma si ferma e inizia a fare l'agricoltore.

In questi anni i primi da agricoltori devono fare i conti con le specie di piante adatte alla coltivazione e tra queste c'è la Vitis Vinifera Silvestris.

E siamo già dietro l'angolo, pensando alla linea del tempo, dalla comparsa dell'uomo ad oggi. Tracce di vinificazione con anfore e attrezzi adatti a lavorare l'uva per trasformarla in vino le troviamo in siti archeologici di recente scoperta che datano queste neo-cantine a 6.000 anni prima di Cristo. Siamo in Mesopotamia e nel Caucaso. Qui inizia un viaggio verso occidente. Forse la vite è arrivata lì dalla non lontana India e da lì arriva in mano ai Fenici cha la portano in Grecia. Dalla Grecia arriva nella Magna Grecia, ossia l'Italia Meridionale. E da lì i romani la portano con le loro legioni in tutta Europa. Nel periodo delle scoperte i navigatori la portano in tutto il nuovo mondo.

Ma facciamo un passo indietro. Come hanno fatto gli antichi a trasformare chimicamente un frutto in un succo alcolico? L'ipotesi più plausibile potrebbe essere quella di una fermentazione spontanea, non controllata, di succhi d'uva. Saranno riusciti a capire come fare, magari si saranno anche inebriati a dovere e nei secoli a venire ci si inventano addirittura degli dei protettori della vite e del vino, Dioniso per i greci e Bacco per i Romani. Con il declino dell'impero romano sono i primi monaci e prendersi l'incarico di tramandarci, per i secoli a venire, la vinificazione che viene lentamente migliorata ed affinata nella tecnica. Questo grazie alla trascrizione dagli antichi trattati e dall'utilizzo del vino nei riti cristiani. Il vino rimane protagonista della tavole di papi e signori, re ed imperatori. Nel rinascimento, noi italiani, abbiamo avuto un ruolo molto importante, anzi siamo stati fondamentali per la rinascita della cultura, dell'arte e anche della cucina.

Per fare un esempio su tutti potremmo accennare fatto di Caterina de Medici che se non avesse portato i suoi cuochi fiorentini e siciliani alla corte di Francia nel '500, probabilmente non conosceremmo la cucina coma la conosciamo oggi. Proprio in quegli anni verrà poi scritto da Sante Lancerio quello che possiamo definire un primo trattato di abbinamento cibo vino. Il primo sommelier della storia? Passano i decenni. Nel 1710 Cosimo III de Medici sancisce le zone di produzioni del Chianti, forse una sorta di preistoria delle denominazioni?

“A proposito... questi pochi passi nella storia del vino vogliono essere più un "aperitivo" e queste righe non sono di più che un piccolissimo assaggio. Per una più approfondita conoscenza consiglio alcuni titoli che potrebbero soddisfare ogni curiosità.
Il tempo in una bottiglia. Storia naturale del vino di Ian Tattersall e Rob DeSalle edito da Codice
La grande storia del vino. Tra mito e realtà, l'evoluzione della bevanda più antica del mondo di Alfredo Antonaros edito da Pendragon
Il mistero del vino. Mito e storia della bevanda sacra agli dei di Louis Charpentier edito da Edizioni l'Età dell'Acquario

Nell'Ottocento, oltre a tante cose belle e brutte, arriva anche la fillossera che devasta la vite in tutt'Europa. Il Rinascimento della vite e del vino arriva all'inizio del secolo scorso con la reinvenzione quasi completa della vitivinicoltura. Dopo la distruzione da parte del parassita, alcune specie autoctone scompariranno per sempre e quei vini che da millenni allietavano le nostra tavole, non ci saranno più. Si ricomincia. Dopo le scelleratezze degli anni '80 con il metanolo nel vino per alzare la gradazione di vini di bassa qualità, il panorama nazionale del settore vitivinicolo conosce il suo Rinascimento e oggi i nostri vini sono conosciuti ed apprezzati in tutto il pianeta. Un vanto per la produzione agroalimentare del Paese. Grazie ad un impegno costante volto a migliorare la qualità e il rapporto con il territorio, tutti gli operatori del settore "remando" nella stessa direzione raccolgono continuamente pareri favorevoli e riconoscimenti.

Il vino fa quindi parte della nostra preistoria e della nostra storia, della nostra cultura e della nostra arte. Dai racconti biblici ai moderni trattati di enologia questo liquido profumato e "miracoloso" ci accompagna e ci accompagnerà seguendo anche e perché no, mode e tendenze.

Ci sarebbero da scrivere migliaia e migliaia di righe sulla storia del vino, il suo ruolo nella cultura e della storia dell'umanità.

Mi piacerebbe raccogliere aneddoti e curiosità sul mondo del vino e magari condividerle qui con tutti voi.

Intanto mi stappo un... po' di storia e inizio a raccogliere cose da scrivere.

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