Chi sono

Grazie per avermi
fatto visita

Forse non ci ho mai fatto caso, forse mi dava anche fastidio l'odore dei bicchieri vuoti nei quali qualcuno aveva bevuto vino. Bianco o rosso che fosse.

Da bambino andavo in cantina dai nonni,
il bisnonno Ettore mentre imbottigliava
mi faceva assaggiare il prodotto che usciva dalle damigiane "tirato" a bocca con un tubo di gomma,
si riempiva un bicchierino di vetro ben lavorato e mi chiedeva come fosse. Era buono? Non lo era?

Poi nel tempo ti affoghi di bibite, birra e qualche vino della casa in caraffa anche perché il pesce con la birra o con una bibita dolciastra proprio no!

Poi passa ancora tempo e ti accorgi che ragazzini ben più giovani di te, in enoteca, discutono di Franciacorta piuttosto che di Falanghina... e proprio in quei momenti sei alla ricerca di un prodotto detto saba, mosto cotto con un po' di farina, tanto da ottenere una sorta di liquido denso per guarnire raviole o biscotti. A mio padre da bambino veniva riempito un bicchiere di neve che veniva guarnito con qualche goccia di saba. Ed era una festa.

Durante la ricerca di questa particolare e naturalissima guarnizione vengo a conoscenza di una cantina a Bertinoro, che la vende a prezzo onestissimo, mi precipito. Una volta giunto a Bertinoro, Il titolare, sig. Massimo, mi chiede di poter assaggiare il suo Sangiovese e la sua Albana. Poi mi parla di tannini e maturazioni, di fermentazioni e solfiti, di abbinamenti e di colore, di corpo,
di intensità... un vortice di informazioni che allora per me non avevano senso ma mi inebriavano più del vino che avevo nei calici. Curiosità, fame di conoscenza, sapere e capire erano le parole che mi rimbalzavano nel cervello uscito dalla cantina di Bertinoro. Dovevo imparare e conoscere.

Assaggi, visite in cantina degustazioni e poi i corsi, i libri, i confronti con esperti.
Mi iscrivo ad AIES, Accademia Italiana Enogastronomi e Sommelier di Bologna. Completo i 3 livelli e continuo con degustazioni, visite in cantina, assaggi, discorsi sulla malolattica con enologi, sui grappoli spargoli del Teroldego di viti di settant'anni e sull'acinellatura del Lambrusco di Sorbara.

Poi perché tenere tutto per me? Perché non condividere i racconti e le storie? I colori e le persistenze?

Beh, se vi va buona lettura.
Magari scambiamoci esperienze.

Ciao e grazie della visita.